Lasnigo

Provincia: Como · Regione: Lombardia · Abitanti: 462 · CAP: 22030

La chiesa di Sant'Alessandro sta da sola sulla cima di una collinetta, lungo la strada che da Erba porta a Bellagio, ed è una delle costruzioni romaniche più importanti della Valassina: campanile del Duecento, un ciclo di affreschi del Quattrocento e una Crocifissione dipinta nel 1513 da Andrea De Passeri di Torno; intorno, le cappelle settecentesche della Via Crucis. È rimasta sola per una ragione precisa: nel Duecento il Lambro straripò tante volte che la gente lasciò la zona attorno alla chiesa e si rifece le case sull'altra sponda del fiume. Che qui si passasse da sempre lo dicono le punte di freccia in selce e le capanne preistoriche trovate nel territorio, la strada romana che collegava Milano a Bellagio e una lapide che ricorda un certo Caio Alebo, soldato.

Il paese era murato, con due torri, e nel Medioevo scelse Milano: stette con lei nella guerra decennale contro Como e aderì, insieme ad Asso, alla Lega Lombarda. Un atto del 1414 attesta un castello. Poi vennero i feudatari: prima Tomaso Tebaldi da Bologna, dal 1533 gli Sfondrati, fino a quando l'ultimo di loro morì nel 1788 senza eredi e tutta la Valassina tornò alla Camera ducale. Nel 1807 un decreto napoleonico annesse a Lasnigo i comuni di Magreglio, Barni, Caglio e Sormano: il paese, che contava poco più di cinquecento anime, si ritrovò a essere quasi duemila persone, finché la Restaurazione non annullò tutto. I mestieri di una volta stanno nei nomi delle località: la Fornace, dove una fornace è documentata dal 1430 ed è stata ritrovata nel 1977; Pra Marcà, dove si teneva un mercato; i Canavee, i terrazzamenti in cui si lavorava la canapa. E fino a metà Novecento qui c'erano i picasass, gli artigiani che lavoravano la pietra.

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