Zelbio viene forse dal celtico Zerbium, il luogo erboso, e col nome di oggi compare in un documento del 1275. Negli statuti di Como è già un borgo, e con un obbligo curioso: pur stando sulla sponda opposta, doveva contribuire alla manutenzione di un tratto della via Regina, la strada del lago. Nel medioevo entrò nel feudo di Nesso, e nel 1497 Ludovico il Moro lo regalò alla sua amante Lucrezia Crivelli.
La peste del 1630 quasi cancellò il paese: ne uscirono, dicono le fonti, soltanto le famiglie Bellieni, Stoppani e Tacchi. Zelbio perse l'autonomia due volte e due volte la riprese, l'ultima nel 1948, quando si separò da Veleso dopo vent'anni di comune unico. Nel 1952 un colonnello americano, James Hugh Angleton, vi fece costruire su invito del parroco una casa di riposo per i dipendenti di una fabbrica di registratori di cassa: quell'edificio è oggi l'albergo che, con gli stabilimenti del Pian del Tivano, tiene in piedi il paese.
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Nei dintorni di Zelbio
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Fuori da Zelbio, ma a portata di gita.
