Grontardo si è preso lo stesso paese due volte. Levata era un piccolo villaggio agricolo del contado di Cremona, con quattrocentodieci abitanti a metà Settecento; in epoca napoleonica, dal 1810 al 1816, fu già frazione di Grontardo, ma con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto si riprese l'autonomia e continuò per la propria strada come comune a sé. All'unità d'Italia, nel 1861, contava seicentosessantasei abitanti — cioè non era affatto un pugno di case. Solo nel 1868 Levata fu annessa definitivamente a Grontardo, e da allora è la frazione a sud-ovest del capoluogo.
Basta guardare la carta intorno a Grontardo per vedere la stessa storia scritta nei nomi dei vicini: Pescarolo ed Uniti, Gabbioneta-Binanuova, Gadesco-Pieve Delmona, Persico Dosimo, Scandolara Ripa d'Oglio. Sono tutti comuni fatti mettendo insieme due o più paesi, esattamente come Grontardo è stato fatto con Levata. Nella pianura cremonese i villaggi erano tanti, piccoli e vicini, e l'Ottocento se n'è andato in gran parte a unirli: qualcuno ha tenuto tutti e due i nomi legandoli con un trattino, qualcun altro ha aggiunto la formula «ed Uniti», cioè gli uniti. Grontardo ha tenuto soltanto il proprio. Lo stemma comunale, invece, è arrivato tardissimo: gli è stato concesso il 30 marzo 2004.
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Fuori da Grontardo, ma a portata di gita.