Il nome dice la riva dell'Oglio, e il fiume è la ragione per cui il paese sta dov'è. Fra i reperti tirati fuori da questo tratto c'è una piroga monossile, scavata in un tronco solo di quercia: lunga più di otto metri, con il fondo piatto e la prua a punta. Sulla prua ci sono dei fori che, dice la scheda regionale, servivano probabilmente a infilare delle traverse, in modo da legare più piroghe una accanto all'altra — cioè a farne una sola imbarcazione larga. Le piroghe uscite dall'Oglio sono state datate con gli anelli del legno all'alto medioevo, e una dozzina di quelle trovate in provincia si conservano al museo civico di Crema.
Il paese era un posto fortificato, messo a guardia delle terre cremonesi sulla destra del fiume. Il castello, probabilmente del Trecento, era un quadrilatero con il cortile in mezzo, e ha finito la sua vita prima come residenza di campagna e poi come cascina: oggi ne resta in piedi soltanto la metà occidentale. Nel 1451 Scandolara compare fra le terre soggette alla città di Cremona. Fu infeudata dal 1538, e dal 1665 fu degli Ala, poi Ala Ponzone, che ce l'avevano ancora nel 1751. Si governava da sé con un consiglio generale di tutti quelli che pagavano l'estimo, che si riuniva per ripartire le tasse e per eleggere due deputati, un cancelliere e un console.
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