Il paese ha preso il nome dai frati e l'ha imposto a chi glielo aveva dato. All'origine c'era la Corte di Alfiano, che comprendeva l'attuale abitato di Corte de' Frati con la pieve di Grumone e il monastero, Alfianello e altre terre intorno; nel decimo secolo la corte passò alle dipendenze del monastero di Santa Giulia di Brescia, e la mano della Chiesa non se ne andò più. Il toponimo Corte de' Frati, riferito a una parte del feudo di Alfiano, comincia a comparire nel tredicesimo secolo. Poi, in età napoleonica, dal 1810 al 1816, nacque il comune di Corte de' Frati e Alfiano ne divenne frazione: un rovesciamento netto, la corte ridotta a borgata del pezzo di sé stessa che aveva cambiato nome.
Alfiano però non ci stette. Con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto si riprese l'autonomia comunale, e dopo l'unità d'Italia, nel 1863, cambiò nome in Alfiano ed Uniti, secondo quella formula tipica delle campagne cremonesi che segnalava un comune fatto di più nuclei tenuti insieme. Durò cinque anni: nel 1868 il comune di Alfiano ed Uniti venne aggregato a Corte de' Frati, cioè esattamente com'era stato deciso mezzo secolo prima sotto Napoleone. Lo stemma del comune è stato concesso con regio decreto del 6 settembre 1928, il gonfalone azzurro con un altro decreto del 22 febbraio 1934.
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Nei dintorni di Corte de' Frati
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Fuori da Corte de' Frati, ma a portata di gita.
