Le prime carte che nominano Spineda sono del 1034 e riguardano una permuta fatta da Ugo, figlio del conte di Sabbioneta; poco dopo un terreno di qui viene donato ai canonici di Cremona. Poi il posto appartenne ai monaci: nel 1177 Federico Barbarossa confermò i diritti dell'abbazia benedettina di Leno su Spineda, e quei diritti passarono più tardi all'abbazia di San Benedetto in Polirone. Alla fine del Duecento il paese finì sotto il comune di Cremona, e da allora si trovò a stare su un confine. All'inizio del Quattrocento ci furono scontri armati perché il ducato di Mantova si stava allargando; e sotto i Visconti, Spineda subì l'occupazione veneziana dal 1427 al 1438.
Durante la dominazione spagnola il paese fu saccheggiato due volte dai lanzichenecchi: nel 1628 e di nuovo nel 1702, a settantaquattro anni di distanza, dallo stesso genere di soldati. E nella seconda guerra mondiale Spineda fu oggetto di una rappresaglia nazifascista: alcune abitazioni furono date alle fiamme e cinquantotto residenti vennero imprigionati. Di quello che il paese conserva restano villa Cavalcabò e la chiesa di San Salvatore, costruita nell'Ottocento; lo stemma comunale è stato concesso nel 1938.
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