Albaredo è ricordato già nel 973, quando vi aveva beni il monastero pavese di San Pietro in Ciel d'Oro, ma il paese che si vede oggi non è quello di allora: nel Seicento il Po scivolò verso sud e tagliò in due le terre comunali, lasciando il vecchio abitato sulla riva sbagliata, dove decadde in fretta. Al margine meridionale del territorio ne nacque uno nuovo, detto Albaredo dell'Ardino, ed è quello rimasto. Per secoli, pur non essendo i due territori nemmeno contigui, restò unito al feudo di Cigognola e passò con esso ai Visconti Scaramuzza, ai D'Adda e ai Barbiano di Belgioioso.
Il secondo nome viene da una tenuta: comprata dopo la fine del feudalesimo dall'avvocato Pompeo Gazzaniga, finanziatore della campagna napoleonica in Italia, passò per eredità quando sua figlia sposò nel 1863 il conte Bernardo Arnaboldi, senatore del Regno, e da allora il cognome sta nel nome del comune. Nel 1928 Albaredo Arnaboldi fu soppresso e unito a Campospinoso in un comune chiamato Campospinoso Albaredo; nel 1948 tornò da solo, e nel novembre 2023, dopo un referendum vinto con il novantaquattro per cento dei voti, quel comune è stato ricreato con lo stesso nome di novantacinque anni prima.
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