Casanova Lonati porta il cognome della famiglia che ne fu signora, e quel cognome ci è arrivato, con ogni probabilità, come premio per un arresto. Nel 1386 il feudo fu dato al marchese Bernardo de Lonati, cittadino pavese che i documenti chiamano cavaliere magnifico e potente delle armi ducali e fedelissimo a Gian Galeazzo Visconti, capitano generale dello stato di Milano; e il duca lo avrebbe ricompensato così per la parte avuta nella cattura dello zio Bernabò. Il luogo, comunque, esisteva già: compare per la prima volta nel 1250, nell'elenco delle terre del dominio pavese. Apparteneva alla squadra e poi al feudo di Broni, di cui seguì sempre le sorti, passando nel 1536 dai Beccaria agli Arrigoni di Milano, che lo tennero fino alla fine del feudalesimo, nel 1797.
Le due famiglie stanno tutte e due sullo stemma, e ognuna ci ha messo la sua aquila. Dai Lonati vengono i tre crescenti d'argento in campo rosso e il capo d'oro con l'aquila nera; dagli Arrigoni la fascia bandata di rosso e d'argento e l'aquila nera coronata in campo d'oro. Il paese, che è uno dei più piccoli della provincia, sta nella pianura dell'Oltrepò, alla destra del torrente Scuropasso, pochi chilometri prima che finisca nel Po: campagna bassa, poco più di sessanta metri sul mare, con la parrocchiale di antica fondazione che conserva parecchie opere di artisti della zona.
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Fuori da Casanova Lonati, ma a portata di gita.