San Cipriano è noto dal X secolo, quando apparteneva alla chiesa di San Giovanni Domnarum di Pavia, e poco dopo passò, con Stradella e Portalbera, sotto la signoria del vescovo pavese. Poi, per ragioni che le fonti non chiariscono, si trovò diviso: circa tre quarti del paese stavano nel feudo di Broni, dal 1536 dei conti Arrigoni di Milano, e un quarto in quello di Stradella, che restava alla mensa vescovile. Era un comune solo ma con due giurisdizioni: la parte vescovile, detta Corte di San Cipriano, a sud, dov'è la chiesa; quella bronese a nord. La cosa finì nel 1797, con l'abolizione della feudalità, ma il paese si vede ancora in due addensamenti di case, uno per parte.
In epoca napoleonica al comune furono unite Buffalora e Coste, che fino ad allora erano comuni a sé; e anche loro appartenevano ai due feudi che si dividevano San Cipriano, Buffalora alla contea di Broni e Coste al feudo vescovile di Stradella e Portalbera: la spartizione si ripeteva tutto intorno, in piccolo. Lo stemma che il comune usa non ha mai avuto un decreto di concessione; la fascia azzurra che lo attraversa è il Po, sulla cui riva destra il paese sta, nella pianura dell'Oltrepò Pavese. In dialetto oltrepadano si dice San Spariän.
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Fuori da San Cipriano Po, ma a portata di gita.