Il castello visconteo di Voghera stava sul confine tra la città, a nord, e la campagna, a sud. Alcuni documenti fanno risalire una fortezza all'epoca dei Berengari, tra IX e X secolo; il castello che si vede fu costruito nel Trecento dai Visconti, signori di Milano, e nel 1372 era la residenza di Galeazzo II, che per pagare i lavori chiese al territorio ventimila fiorini d'oro. Seguiva lo schema dei castelli viscontei: pianta quadrangolare, cortile interno con portici, una torre per ogni angolo; a Voghera però un lato è chiuso da un semplice muro. Altre due torri stavano sopra i due ingressi, a nord e a sud, e intorno correva un fossato con due ponti levatoi.
Cosa vedere
Nei secoli il castello è stato mutilato: le torri angolari furono abbassate, e nel 1647 i francesi abbatterono la torre sopra l'ingresso nord, quella che dava sull'attuale piazza Castello. Nel Settecento l'ala nord fu trasformata in palazzo residenziale; nell'Ottocento il fossato fu riempito. Sul lato di ponente resta il muro alzato dopo il 1382 tra il castello e la porta di Santo Stefano.
Nel 1997, togliendo molti strati di intonaco in una sala, sono riemersi frammenti di affreschi attribuiti a Bramantino: raffigurano le Muse, incorniciate da lesene di marmo bianco e basamenti di porfido rosso, davanti ai volumi di una città dipinta alle loro spalle. Si pensa che la stanza fosse uno studiolo.
La visita
Dall'età napoleonica il castello fu usato come carcere. I restauri, cominciati negli anni Venti del Novecento e conclusi all'inizio del Duemila, ne hanno permesso l'apertura; è proprietà dello Stato e viene aperto periodicamente per mostre ed eventi, da verificare con il Comune di Voghera.
Il consiglio della redazione
Nel marzo del 1400 passò di qui Manuele Paleologo, imperatore d'Oriente, diretto a Milano. E nel 1604 il castello era descritto con sei torri, molti alloggi e un giardino di dieci pertiche: lo spazio che oggi è piazza Castello.
