Secondo la tradizione del posto, Bertoldo è nato qui. Il contadino furbo protagonista degli aneddoti popolari e del libro di Giulio Cesare Croce sarebbe venuto al mondo in una frazione di Retorbido che si chiama Casa Bertuggia, e il paese ci tiene: alla sagra del Polentone, che si fa da più di un secolo la seconda domenica di marzo, va in scena il dialogo scherzoso fra Bertoldo e re Alboino, aggiornato ogni anno sulla politica del momento, e poi si distribuiscono gratis polenta e salamini a tutti. Fin dall'epoca umanistica, per giunta, si è voluto riconoscere in Retorbido l'antica città ligure di Litubium, nominata da Livio: il nome dialettale rturbi vuol dire letteralmente «rio torbido», e la geografia torna, ma la prova definitiva non c'è, perché mancano i reperti romani che colleghino le due epoche.
Di acqua, comunque, il paese ne ha avuta anche troppa. Il torrente Rile attraversava l'abitato e le sue piene erano un pericolo costante: una del 1815 uccise diverse persone, un'altra arrivò nel 1863, e solo nel 1894 si riuscì a deviarlo fuori dal centro, su progetto degli ingegneri Meardi e Garrone. Un'altra acqua, invece, ha fatto la fortuna di Retorbido: le sorgenti solforose, note dal Rinascimento e descritte in un trattato del 1577 dal medico pavese Teodoro Guainerio. Le terme ebbero il loro momento migliore nell'Ottocento, con uno stabilimento moderno; chiusero a inizio Novecento, soprattutto per la difficoltà dei collegamenti con Voghera, e per il paese fu un colpo durissimo.
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