San Carpoforo, patrono di Delebio
📅 Ogni anno, il 7 agosto
Delebio festeggia san Carpoforo il 7 agosto, nella chiesa parrocchiale a lui dedicata.
La battaglia del 1432 fra i Visconti e Venezia è rimasta scritta nella toponomastica di Delebio: c'è ancora il Prato della Morte, c'è la fossa dei Veneziani, c'è via della Battaglia, e vicino al luogo dello scontro stanno la chiesa di Santa Domenica con la cappella di Santa Maria della Vittoria e la chiesetta di San Rocco. Un paese che cammina ogni giorno sui nomi di quella giornata. Delebio compare per la prima volta come Alebio in un documento del due aprile 724, un privilegio del re longobardo Liutprando, e nel 1204 fu il primo abitato della Valtellina a costituirsi in libero comune rurale: gli ottocento anni li ha festeggiati nel 2004.
L'altra forza che ha rifatto il paese è il fiume. Nell'alluvione dell'autunno del 1520 l'Adda, che fino ad allora sfociava nel lago di Mezzola, cambiò letto e il nuovo corso tagliò Delebio in due; nel 1928 il comune dovette cedere a Dubino i terreni di Careciasca e Nuovo Olonio, che il canale artificiale dell'Adda aveva ormai separato dal resto. Nel 1894 qui fu accesa la prima centrale elettrica della provincia di Sondrio. Tremilacentosettantatré abitanti.
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📅 Ogni anno, il 7 agosto
Delebio festeggia san Carpoforo il 7 agosto, nella chiesa parrocchiale a lui dedicata.
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Fuori da Delebio, ma a portata di gita.