Palazzo Marliani-Cicogna, a Busto Arsizio, ospita le Civiche Raccolte d'Arte, che insieme al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale formano i musei civici della città. Fu la dimora dei conti Marliani, feudatari di Busto Arsizio fra il XVI e il XVIII secolo.
Cosa vedere
Nel 1624 il conte Luigi Marliani comprò un'abitazione rurale che fu trasformata in palazzo prima del 1653; in una sala del piano terra si conserva ancora un tratto del pavimento della corte rustica. Nel Settecento le due ali furono allungate e unite da una facciata curvilinea, e all'interno si crearono soffitti lignei con fascia affrescata. Il conte Francesco Leopoldo Cicogna Mozzoni, che aveva sposato Teresa Marliani, acquistò il palazzo nel 1799; passato più tardi alla Comunità di Busto Arsizio, nel 1851 vi fu aggiunto un corpo per un carcere, ultimato nel 1855.
Dal 1990 l'edificio è un museo, con opere dal Cinquecento a oggi ordinate per epoca e stile. C'è l'arte devozionale, con l'Assunzione della Vergine di Gaudenzio Ferrari; la donazione di don Marco Rossi, con il Ritratto di Francesco Bonaventura Cavalieri di Giacomo Cavedoni e dipinti di Nuvolone e del Morazzone; una sezione sui due artisti bustesi Biagio Bellotti e Giuseppe Bossi, con il Ritratto di Alessandro Volta sessantenne; per l'Ottocento il Ritratto del conte Ambrogio Nava di Francesco Hayez, in deposito dall'Accademia di Brera, e la Popolana di Giacomo Favretto; e ancora Arturo Tosi, gli artisti locali e l'arte contemporanea.
La visita
Attenzione: secondo le fonti consultate il museo ha chiuso a gennaio 2026 per lavori di ristrutturazione, con l'eccezione degli spazi per le mostre temporanee, e la riapertura era prevista nel 2027. Prima di andare conviene verificare con il Comune o con il museo lo stato dei lavori, gli orari e le mostre in corso. Su prenotazione sono previste visite guidate e laboratori per gruppi e scolaresche.
Il consiglio della redazione
Nella Biblioteca d'Arte del museo si possono consultare numerosi volumi specialistici sulla storia dell'arte e sull'arte locale: utile se volete approfondire Bellotti e Bossi. Il museo ha inoltre il marchio di qualità della Regione Lombardia.
