Dentro un golf club, qui, c'è un chiostro benedettino. Dell'ex monastero di Sant'Antonio, che oggi ospita la sede del Golf club Varese, sopravvive infatti un chiostro databile al Quattrocento; accanto sta la chiesa di Sant'Antonio, edificio romanico anteriore al 1150, che nel 1876 risultava ancora dotato di absidi oggi non più visibili. Il resto del paese è raccolto attorno alla parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano ed è attraversato dal torrente Tinella. Lo stemma comunale, concesso con decreto del presidente della Repubblica del 7 ottobre 1963, mostra una torre d'argento fondata sulla pianura verde e affiancata da due girasoli.
La storia amministrativa di Luvinate è quella di un paese che prima ha inghiottito e poi è stato inghiottito. Nel 1751 risultava infeudato a Giulio Visconti Borromeo Arese, nella pieve di Varese, e contava poco più di duecento abitanti; nel 1812, con la concentrazione napoleonica dei comuni più piccoli, si annesse Barasso, Morosolo, Casciago e Oltrona, e arrivò a poco più di cinquecento anime nel 1853. Poi, nel 1927, fu il fascismo ad annettere Luvinate a Comerio. Il comune è tornato, e nel 1961 contava più di ottocento abitanti. Di quel periodo intermedio resta villa Mazzorin, costruita nel 1877 in stile eclettico dentro un ampio giardino all'inglese, su commissione dei Mazzorin, famiglia veneta che nel 1930 passò la proprietà ai Rossi: il complesso comprende anche un rustico in stile neogotico. E fra il 1914 e il 1940 Luvinate ospitava una fermata della tranvia Varese-Angera, la stessa linea che fermava a Ranco, dall'altra parte della provincia.
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