Palazzo Gallo è un'antica residenza nobiliare di Osimo, voluta agli inizi del Seicento dal cardinale Antonio Maria Gallo. La famiglia, originaria di Carpi, si era stabilita in città nella seconda metà del Quattrocento. Anton Maria, entrato da giovane in confidenza con il cardinale Peretti, il futuro papa Sisto V, fece una rapida carriera: vescovo di Osimo dal 1591, nei primi anni del secolo nuovo decise di costruirsi una residenza più sfarzosa del palazzo vescovile. La volle in posizione centralissima e comprò un grande lotto, occupato dalle case di due famiglie nobili e dalla chiesa di Santa Palazia, che fu ricostruita più a nord. Il cardinale morì nel 1620; il palazzo restò alla famiglia fino al 1888, quando fu venduto alla Cassa di Risparmio di Osimo.
Cosa vedere
La facciata di laterizio occupa tutta la lunghezza della piazza che ha davanti. È impostata su tre ordini di grandi finestre, separati da cornici di pietra, e si apre con un portale monumentale: due colonne di pietra bianca reggono un balcone con la balaustra. Dentro, lo scalone che sale al piano nobile ha le statue allegoriche delle quattro stagioni.
Il capolavoro è il soffitto del salone delle feste, al primo piano sopra il portale. Il salone è alto due piani, e la volta fu affrescata per intero tra il 1605 e il 1615 dal Pomarancio, già attivo al santuario di Loreto, con il Giudizio di Salomone. Ai fianchi della scena centrale stanno la Sapienza divina e la Grazia; sotto, fra le lunette, la Giustizia, la Verità, la Pace e la Conoscenza.
La visita
Il palazzo è oggi sede di una banca: se e quando il salone si possa vedere va verificato prima, per esempio con l'ufficio turistico di Osimo. La facciata si vede dalla piazza.
Il consiglio della redazione
Come altri palazzi osimani, anche questo ha nei sotterranei un dedalo di gallerie scavate nell'arenaria, su due piani. La rete passa sotto la piazza in senso longitudinale, verso i sotterranei della chiesa di San Gregorio, e pare che un tempo fosse collegata con le grotte del vicino Palazzo Campana.






