Sant'Angelo in Vado

Provincia: Pesaro e Urbino · Regione: Marche · Abitanti: 4.107 · CAP: 61048

Sant'Angelo in Vado sta sopra le rovine di Tifernum Mataurense, il municipio romano il cui nome viene da tipher o tifia, una pianta acquatica che cresce nelle zone paludose. Lo studio della pianta della città, ricostruita con gli scavi e con la fotografia aerea, mostra che era quadrata, con il cardo e il decumano incrociati secondo lo schema del castrum. La guerra fra bizantini e ostrogoti, nel sesto secolo, la distrusse completamente; furono i longobardi a ricostruire l'abitato sopra le rovine, ormai quasi del tutto coperte dai terreni alluvionali, e a dedicarlo all'arcangelo Michele — di qui Sant'Angelo. Il «in Vado» venne dopo, e ha due spiegazioni: o si riferisce al fatto che per passare da una all'altra delle due parti della città distese sulle rive si dovesse guadare il Metauro, oppure al guado, la pianta che cresce abbondante lungo il fiume e dalla quale si ricavava un inchiostro scuro usato per le stampe e per tingere i tessuti.

Della città romana, dal 2003, è tornata a galla la parte migliore: la Domus del Mito, una grande casa nobiliare costruita verso la fine del primo secolo dopo Cristo, mille metri quadrati e ventisette stanze, considerata una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi cinquant'anni. Dentro c'è un complesso di mosaici figurati, monocromi e policromi, di ottima qualità e in gran parte splendidamente conservati: Nettuno e Anfitrite sul carro trionfale tirato da cavalli marini, seguiti da Dioniso, e poi il volto pietrificante di Medusa; nel triclinio una scena di caccia e di pesca circondata da motivi geometrici in bianco e nero. Quei mosaici dicono due cose: che la città era dentro il circuito delle maestranze specializzate, e che i proprietari erano gente colta. Nel medioevo Sant'Angelo fu capitale della Massa Trabaria, la provincia forestale dello Stato della Chiesa — cioè il distretto da cui si prendeva il legname — e qui si radunava il parlamento della provincia, che comprendeva il territorio fra Cagli, Urbino e l'Appennino. Il governo temporale era affidato a un gonfaloniere della nobiltà e a tre priori che rappresentavano la città, le arti e il contado. Nel luglio del 1849 di qui passò Giuseppe Garibaldi in fuga dopo la caduta della Repubblica romana.

🎉 Feste e sagre a Sant'Angelo in Vado 1

Festa patronale

Festa di San Michele Arcangelo

📅 Ogni anno, il 29 settembre

Il 29 settembre Sant'Angelo in Vado festeggia san Michele Arcangelo; il paese conserva anche la Domus del Mito, un'antica dimora romana con mosaici.

🍝 I sapori di Sant'Angelo in Vado

Tutto quello che si mangia a Sant'Angelo in Vado →

🌿 Formaggio DOP

Casciotta d'Urbino

Latte di pecora e di vacca, stagionato venti-trenta giorni: la casciotta d'Urbino, il formaggio preferito di Michelangelo, è DOP dal 1996.

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Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.