Il patrono di Boves è san Bartolomeo Apostolo, festeggiato il 24 agosto.
Affacciatosi alla storia dell'era cristiana come «castrum» e «locus», il paese è ricordato per la prima volta in un documento dell'815 con il nome di Bovixium: un diploma di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, riconosce i diritti dell'abbazia di San Dalmazzo di Pedona su chiese e località del Contado di Bredolo, ed è il più antico documento finora ritrovato in cui compaia il nome del paese. La sua storia fu simile a quella di ogni altro borgo della provincia, segnata da scorrerie saracene e lotte fra feudatari: possesso dei marchesi del Vasto, passò poi ai marchesi di Busca nel 1144, a quelli di Ceva nel 1214, appartenne al marchesato di Saluzzo, ai Visconti e dal 1396 agli Acaja.
La comunità reagì con caparbietà alle difficoltà del tempo, affidandosi a protezioni divine con «voti civici» alla Madonna dei Boschi nel 1630 e con la costruzione di un santuario a Sant'Antonio nel 1647: il santuario della Madonna dei Boschi conserva ancora oggi affreschi di Giacomo Rossignolo (1524-1604), fra cui un celebre Giudizio Universale con la raffigurazione di un leviatano. Nel Novecento Boves pagò un tributo di sangue alla Resistenza contro l'occupazione tedesca, con numerosi cittadini inermi fucilati durante i lunghi mesi di lotta.

