⛪ Chiese e santuari

Sacro Monte di Orta

📍 Orta San Giulio, Piemonte · 53/100

Nel 1583 la comunità di Orta decise di erigere sulla collina della Selva di San Nicolao un complesso devozionale, promosso da San Carlo Borromeo e dall'abate novarese Amico Canobio. Sviluppato sulla sponda orientale del Lago d'Orta a imitazione del Sacro Monte di Varallo e legato al clima della Controriforma, il Sacro Monte di Orta fa parte dei complessi alpini dichiarati patrimonio mondiale dall'UNESCO nel 2003 ed è tutelato dal 1980 come riserva naturale speciale della Regione Piemonte.

Cosa vedere

L'impianto del complesso fu ideato dal frate e architetto cappuccino Cleto da Castelletto Ticino. Del progetto originale, che prevedeva fino a 36 cappelle, ne vennero edificate 20 tra il 1590 e il 1785, tutte dedicate alle storie e ai miracoli di San Francesco d'Assisi. L'accesso al percorso è segnato da un arco d'ingresso progettato con una statua del santo scolpita da Dionigi Bussola e dall'iscrizione «Qui in ordinate cappelle si vede la vita di Francesco, se desideri saperlo l'autore è l'amore». All'interno delle cappelle sono custodite 376 statue in terracotta dipinta a grandezza naturale, affiancate da affreschi decorativi. Nelle diverse fasi costruttive operarono gli scultori Giovanni d'Enrico, Cristoforo Prestinari e Dionigi Bussola, insieme ai pittori Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere detti i Fiammenghini, Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Antonio Maria Crespi detto il Bustino, e i fratelli Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone, autori delle decorazioni nelle cappelle X e XVII. Il cuore del luogo è la chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, interamente ristrutturata nel Seicento: conserva arredi in noce, quadri di Cantalupi, Busca, Procaccini e una scultura lignea di scuola tedesca del X-XI secolo, venerata come Madre del Redentore e incoronata nel 2006.

La visita

Il percorso di visita segue le 20 cappelle dislocate lungo la collina. La prima a essere edificata fu la cappella XX nel 1591, incentrata sulla canonizzazione del santo, mentre la terza cappella fu dedicata al vescovo di Novara Carlo Bascapè, che curò la direzione dell'opera e il programma iconografico fino al 1615. Accanto alla chiesa sorgono il Convento Grande, risalente all'epoca cappuccina e divenuto proprietà privata dopo l'epoca napoleonica, e il Convento Piccolo, che ospita i Frati Minori. Il complesso rappresenta inoltre una tappa del cammino devozionale della Peregrinatio e dell'itinerario CoEur, che connette Orta con il Sacro Monte di Varallo attraverso gli antichi percorsi tra Valsesia e Cusio.

Il consiglio della redazione

Oltre al valore artistico e religioso, la collina conserva un ricordo della storia culturale europea: nei primi giorni del maggio 1882 il Sacro Monte fu meta della celebre passeggiata tra Friedrich Nietzsche e Lou Andreas-Salomé, episodio noto come l'«idillio di Orta» e rievocato anche dal romanzo La foto di Orta della scrittrice Laura Pariani.

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