Il parco protegge i due laghi di Avigliana e la palude dei Mareschi, in bassa Val di Susa, dentro un anfiteatro morenico che da questo lato è compreso fra il monte Pirchiriano e la collina di Rivoli. È stato istituito nel 1980 per tutelare l'ecosistema della zona e per frenare l'antropizzazione, che qui, a mezz'ora da Torino, è una pressione costante.
Cosa vedere
I Mareschi sono la zona palustre più occidentale d'Italia. Stanno nella parte quasi pianeggiante dove scorre il canale della Naviglia, unico sbocco dei due laghi verso la Dora Riparia; un tempo capitava, di rado, che la corrente si invertisse, a seconda del livello del Lago Grande e della portata della Dora. La flora è quella tipica delle zone umide e la fauna pure: aironi cenerini, folaghe, germani, svassi, cormorani, gallinelle d'acqua, rane e fagiani. Nell'acqua ci sono lucci, carpe, pesci persici e persici trota.
La visita
Dentro il perimetro del parco stanno anche due fabbriche dismesse, ed è la parte che sorprende. Una è il Dinamitificio Nobel, oggi museo. L'altra ospitava la fabbrica di vernici Duco-Montecatini, dove nell'immediato dopoguerra lavorò Primo Levi: a quella scrivania scrisse gran parte di Se questo è un uomo. Il parco fa anche educazione ambientale con le scuole e monitora le zanzare nei comuni intorno, che con una palude alle porte non è un dettaglio da poco.
Il consiglio della redazione
Il giro dei laghi si fa a piedi o in bicicletta e in mezza giornata è chiuso. Chi ha tempo lo allunghi fino ai Mareschi, che è la parte meno frequentata e quella dove si vedono più uccelli. E chi arriva con dei ragazzi cominci dal Dinamitificio: l'idea che qui, in mezzo alle canne, si producesse esplosivo colpisce più di qualunque pannello didattico.
