Quando nel Settecento decisero di rifare la parrocchiale, chiamarono Bernardo Vittone, uno dei grandi architetti del barocco piemontese, e lui fece una scelta insolita: costruì la chiesa nuova dall'altra parte del campanile romanico, girandola. La vecchia guardava a ovest, come vuole la tradizione; questa guarda a nord.
Cosa vedere
Il campanile è dell'undicesimo secolo, alto trentasette metri, ed è rimasto in piedi mentre intorno cambiavano tutte le chiese: prima quella romanica sulla destra, poi quella di Vittone sulla sinistra, costruita fra il 1759 e il 1763. È il pezzo più antico del paese e ne è diventato il segno.
Sotto l'altare maggiore, in un'urna visibile dal davanti, ci sono le spoglie di san Giovanni Vincenzo, l'eremita che fondò la Sacra di San Michele e morì nell'anno mille. La comunità di Sant'Ambrogio le custodisce dal 1150. La parrocchia conserva anche il breviario dell'abbazia, il libro con cui i monaci della Sacra hanno pregato per secoli.
La visita
La chiesa è nel centro di Sant'Ambrogio, in Val di Susa, poco lontano dalla stazione ferroviaria; ingresso libero con orari legati alle funzioni. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Uscite sul sagrato e guardate in alto verso la montagna: lassù c'è la Sacra di San Michele, fondata dall'uomo che sta nell'urna. Da questo paese parte la mulattiera che ci sale, un'ora e mezza di gradini e tornanti nel bosco. È la strada che facevano i pellegrini, e il modo giusto di arrivare in cima.
