La parrocchiale di Santena è neobarocca e recente: la costruì nel 1921 l'impresa di Matteo Cavaglià su progetto dell'architetto Giuseppe Gallo, e il progetto fu completato dal figlio Bartolomeo nel settembre del 1927. Sostituiva la vecchia chiesa settecentesca, ormai troppo piccola per i fedeli del paese.
Cosa vedere
Le dimensioni dicono l'ambizione: 45 metri di lunghezza, 27 di larghezza, 40 di altezza, e un campanile che arriva a 63 metri. Dentro, dodici colonne di marmo reggono la struttura e l'altare maggiore è sormontato da un grande baldacchino di marmi, alla maniera delle basiliche romane; nell'altare furono chiuse le reliquie dei santi martiri Fortunato e Clemente. Le pareti sono dipinte da Luigi Morgari, con scene evangeliche sui fianchi e, sull'arcata davanti al presbiterio, il Cristo re adorato dai popoli di ogni razza.
La visita
Il pezzo che spiega tutto è l'abside: non è del Novecento, appartiene ancora alla vecchia chiesa, ampliata nel 1853 e nel 1854 dall'architetto Giuseppe Leoni, e restò in piedi perché la vicinanza al castello ne rendeva impossibile la demolizione. La chiesa aprì al culto nel 1930 e fu consacrata dal cardinale Maurilio Fossati il 3 febbraio 1940, con otto giorni di festeggiamenti. Il battistero è del 1943: la vasca è un unico blocco di marmo scuro a tronco di cono e pesa 27 quintali.
Il consiglio della redazione
Scendete alla grotta della Madonna di Lourdes, che sta sotto la chiesa e ha l'ingresso dalla piazza: la statua fu comprata a Lourdes dal priore Pietro Amateis ed è uno dei luoghi più cari ai santenesi. Poi alzate lo sguardo alla cantoria in controfacciata, dove sta l'organo costruito nel 1929 da Francesco Vegezzi Bossi: 1350 canne dentro una cassa monumentale sormontata da due angeli con la tromba.
