Carcoforo è un paese walser della Val d'Egua, ramo laterale della Val Sermenza in Valsesia. Il nome compare per la prima volta in una pergamena del 1383, all'Archivio di Stato di Varallo, che nomina un'Alpe Carchoffeni: in quegli stessi anni i walser colonizzarono l'alpeggio e trasformarono un punto di sosta per chi saliva ai pascoli in un insediamento stabile. Lo stemma porta un monte roccioso di tre cime e, in capo, un'aquila nera che stringe fra gli artigli un brano di carne.
Le torbe, edifici rurali in legno che risalgono alla fondazione del paese, dicono come si costruiva quassù. Il 28 dicembre 1863 un incendio rase al suolo un terzo delle case, colpendo la parte alta dell'abitato: quelle distrutte furono rifatte interamente in pietra, e due scampate al fuoco vennero rivestite di pietra conservando all'interno la struttura lignea, ancora visibile, le cosiddette torbe mascherate. Sopravvive anche il Frasso del vote, un frassino di oltre duecentocinquanta anni già segnalato da un viaggiatore inglese in una cronaca di metà Ottocento.
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