Il nome di Siris si legge uguale nei due sensi: è uno dei cinque comuni italiani a portare un palindromo, insieme ad Ala, Ateleta, Onano e Orero. In piazza San Vincenzo, accanto alla chiesa, cresce un olivo millenario che è il simbolo del paese: si racconta che fra le radici custodisca il tesoro del santo, e che quel tesoro andrà a chi ha fede pura, mentre sarà la rovina di chi prova a prenderselo senza meritarlo.
La chiesa di San Vincenzo, in aperta campagna, era stata abbattuta durante la seconda guerra mondiale e lasciata in abbandono per anni; è tornata a essere consacrata nel 2000, e per l'occasione vi è stata portata una reliquia del santo. Anche il comune è sparito ed è tornato: soppresso nel 1927 e accorpato a Masullas e Pompu, fu ricostituito nel 1961. In primavera si fa la sagra dei latticini, con la gara di lancio della forma di formaggio.
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Fuori da Siris, ma a portata di gita.