Nule

Provincia: Sassari · Regione: Sardegna · Abitanti: 1.427 · CAP: 07010

Nell'angolo settentrionale del territorio, a Santu Lisei, ci sono le tracce di un villaggio preistorico e un dolmen, e da lì viene il bronzetto che ha fatto conoscere il posto: una statuetta con il corpo di animale e la testa d'uomo, il toro androcefalo di Nule, oggi al museo archeologico di Cagliari. Nel territorio i nuraghi sono tredici, e uno di questi, il nuraghe Voes, è una struttura complessa e un esempio importante di architettura megalitica dell'isola; ci sono anche due tombe dei giganti. Nule sta a circa settecento metri, sull'estrema propaggine dell'altipiano di Buddusò, nel Goceano. Nel medioevo era nel giudicato di Torres; alla caduta di quello, nel 1259, passò ai Doria, poi all'Arborea, e dal 1350 tutta l'area fu aragonese. Nel Settecento fu inglobato nel ducato di Monte Acuto, e dai suoi signori si riscattò nel 1839.

Nule è conosciuta per i suoi tappeti: sono di lana sarda e vengono tessuti sul telaio verticale dalle artigiane del paese, che ha un museo per il proprio artigianato. L'altra cosa per cui il paese è conosciuto succede ogni giugno. Da più di un secolo e mezzo si celebra la festa di Sant'Antonio da Padova, e quello che si distribuisce è su casu furriadu chin bussiottu, un triangolino di pane ripiegato sul formaggio. Dalla fine di maggio i volontari, gli amici e le donne del paese lavorano l'impasto per giorni; il pane si cuoce al forno e poi si distribuisce con il formaggio e la carne che donano i pastori. I primi tredici giorni di giugno, quelli della preparazione e della distribuzione, si chiamano s'Impinnu, cioè l'impegno, il voto. E sul monumento ai caduti la Vittoria di bronzo è una donna vestita col costume tradizionale del posto.

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