Nel territorio di Osidda si alza un menhir di circa dieci metri, Sa Perda Longa de Santu Paulu: una pietra piantata nel Neolitico e mai caduta. Poco lontano restano le rovine di un abitato romano identificato con Ogrilla, dove sono state trovate monete e altri oggetti. Il sardo del paese è il logudorese settentrionale, ma con dentro qualche parola dei dialetti nuoresi.
Nel Medioevo apparteneva al giudicato di Torres, nella curatoria di Monte Acuto, e intorno al 1350 passò agli aragonesi. Da lì in poi il comune ebbe due padroni distinti: il paese entrò nel ducato di Monte Acuto dei Tellez-Giron, mentre nel 1767 i salti, cioè le vallate intorno all'abitato, furono staccati e fatti contea di San Giovanni per i Fulgheri. Le due parti furono riscattate separatamente, ma nello stesso anno, il 1839.
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Fuori da Osidda, ma a portata di gita.
