Torralba

Provincia: Sassari · Regione: Sardegna · Abitanti: 998 · CAP: 07048

Torralba vuol dire torre bianca, dal latino turris e alba, e nelle carte antiche si trova anche come Toralba, Toralva, Turralba. Ma le torri vere, qui, sono molto più vecchie del nome: nel territorio se ne contano più di trenta, cioè più di trenta nuraghi, e con loro una decina di tombe dei giganti. È la valle dei Nuraghi, e il suo pezzo più grosso è il nuraghe Santu Antine, uno dei più grandi e meglio conservati di tutta la Sardegna, con la torre centrale che arriva a diciassette metri. In paese c'è il museo della valle dei nuraghi, che tiene insieme quello che gli scavi hanno restituito. Il villaggio, invece, compare nei documenti intorno al 1064, cresciuto attorno alla chiesa di Santa Maria, e stava nella curatoria del Meilogu, nel giudicato di Torres.

Alla caduta del giudicato, nel 1259, il territorio passò ai Doria, e qui vicino, nel 1347, si combatté la battaglia di Aidu de Turdu fra i catalano-aragonesi e i Doria: la persero gli aragonesi, che però qualche decennio dopo si presero tutto lo stesso. Poi Torralba fu contea e quindi marchesato, e nel 1750 entrò nel marchesato di Valdecalzana, lo stesso in cui finì la vicina Bonnanaro; il riscatto arrivò nel 1839, con la fine del sistema feudale. La festa grande è quella dello Spirito Santo, che dura quattro giorni e si chiude il lunedì dopo Pentecoste, con le processioni a cavallo che vengono dalla chiesa campestre fino in paese; e a gennaio si accendono i fuochi di sant'Antonio.

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