Selegas sta nella Trexenta, e la sua terra è abitata dall'epoca nuragica e da quella romana. Nel medioevo apparteneva al giudicato di Cagliari, nella curatoria della Trexenta. Quando quel giudicato cadde, nel 1258, il territorio passò per poco tempo all'Arborea; poi successe una cosa insolita: nel 1295 il giudice Mariano II lasciò in eredità i territori dell'ex giudicato di Cagliari alla repubblica di Pisa. Nel 1324 passarono agli aragonesi, insieme a tutti i centri delle vecchie curatorie di Trexenta e di Gippi. Il villaggio fu poi dato in amministrazione, e più tardi in feudo, a una famiglia catalana; alla fine del Quattrocento venne unito alla contea di Villasor, e nel Cinquecento quella contea diventò un marchesato.
Nel 1703 Artale de Alagón donò il feudo alla figlia Isabella, che aveva sposato un Da Silva, ed è dai Da Silva-Alagón che il paese si riscattò nel 1839, con l'abolizione della feudalità. Nel Novecento la carta si è mossa di nuovo: dal 1928 al 1946 al comune di Selegas furono aggregati quelli di Ortacesus e Guamaggiore, e per diciotto anni il paese ne amministrò tre invece di uno. Sullo stemma, concesso molto più tardi, ci sono cinque spighe di grano e un nuraghe — e il nuraghe è disegnato in rovina, spezzato di traverso sullo scudo: il paese ci ha messo la propria rovina.
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