Il Museo civico Gaetano Savasta di Paternò, intitolato alla memoria dello storico locale Mons. Gaetano Savasta, si articola in due sedi storiche recuperate nel centro urbano: l'ex carcere borbonico e l'ex macello comunale. La struttura racchiude la storia del territorio attraverso reperti archeologici e testimonianze della vita contadina e artigianale locale.
Cosa vedere
Il percorso museale si suddivide in due sezioni distinte. La sezione archeologica ha sede nell'ex carcere borbonico di piazza Martiri d'Ungheria, un edificio a pianta rettangolare dell'inizio del XIX secolo caratterizzato da un grande portale d'ingresso con arco a tutto sesto in pietra lavica, finestre ad arco ribassato e inferriate alle aperture. Al suo interno sono esposti i reperti rinvenuti tra il 1993 e il 1998 negli scavi del colle paternese, nelle contrade Poggio Monaco, San Marco, Poggio Cocola e sul Monte Castellaccio: si tratta di anfore, cocci e piatti di epoca romana e medievale. La sezione etnoantropologica trova invece spazio nell'ex macello comunale della zona Acquagrassa, una struttura costruita a seguito di un provvedimento del 1835 che vietava la macellazione nelle piazze pubbliche e rimasta in funzione fino agli anni Settanta del Novecento. Qui sono conservati gli attrezzi da lavoro e gli strumenti legati agli antichi mestieri artigianali e agricoli della tradizione locale.
La visita
Il complesso museale permette di esplorare due edifici storici cittadini sottratti all'abbandono: l'ex carcere borbonico, impiegato fino al secondo dopoguerra per pene brevi e dal 1997 al 2001 come sede provvisoria della biblioteca comunale prima dell'inaugurazione museale dell'8 dicembre 2007, e l'ex mattatoio comunale, restaurato dal 2005 e aperto nel 2009 come museo dell'arte contadina.
Il consiglio della redazione
Durante la visita all'ex carcere borbonico, occorre prestare attenzione ai dettagli architettonici dell'ingresso principale su piazza Martiri d'Ungheria, in particolare alla cornice del portale realizzata in pietra lavica dell'Etna.
