Il patrono di Gagliano Castelferrato è san Cataldo, vescovo, festeggiato il 31 agosto: nella chiesa madre a lui dedicata, l'altare raffigura i santi legati alla storia dell'edificio, fra cui lo stesso san Cataldo insieme a santa Teresa d'Avila, riformatrice dell'ordine carmelitano il cui convento era annesso alla chiesa, e a san Sebastiano martire. Una tela conservata nella chiesa raffigura san Cataldo che affida alla Madonna il paese di Gagliano Castelferrato.
Il castello di Gagliano, «forte ed inespugnabile, ricco e sontuoso», fu teatro nel febbraio 1300 del cosiddetto «Fatto di Gagliano»: il barone Montaneiro Sosa, feudatario del paese dal 1292 e familiare fedelissimo di re Federico III di Sicilia, attirò con l'inganno l'esercito angioino in una trappola, infliggendogli una pesante sconfitta; per questa fedeltà fu celebrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come «l'onor di Cicilia e d'Aragona». Il castello, conquistato in precedenza dai musulmani dopo un lungo assedio e poi dai Normanni sotto re Ruggero, ospitò in seguito lo stesso re Federico III con tutta la sua corte.