La patrona di Mandanici è santa Domenica vergine e martire, festeggiata il 6 luglio nel duomo a lei dedicato: le sue origini risalgono al XII secolo, sebbene la struttura oggi visibile sia seicentesca, con facciata di impostazione romanica e rifacimenti barocchi, stucchi barocchi e rococò e opere pittoriche e marmoree di scuola messinese.
Il paese conserva anche la chiesa di Sant'Antonio Abate, del XVI secolo, la cui piccola campana serviva un tempo da allarme in caso di incendio, e la chiesa della Santissima Trinità, detta anche di San Giuseppe, forse uno degli edifici di culto più antichi del paese, anch'essa risalente al XII secolo. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, Mandanici entrò a far parte dell'Impero bizantino e, dopo il 900, dell'Emirato di Sicilia; con l'arrivo dei normanni, nel 1100 il Gran Conte Ruggero I di Sicilia fondò l'abbazia dedicata alla Vergine Annunziata, gestita dai monaci basiliani, i cui abati ebbero per secoli non solo potere spirituale ma anche temporale sulla popolazione.