Il patrono di San Salvatore di Fitalia è san Calogero eremita, venerato nel santuario a lui dedicato e festeggiato il 20 agosto. Il suo culto è documentato localmente almeno dal 1537, ed è diventato nel tempo uno dei principali elementi dell'identità religiosa fitalese. Nel 1615 fu istituito un convento dei frati minori conventuali, a cui era annessa una cappella dedicata al santo: la cappella e il convento andarono perduti in una frana verso la metà dell'Ottocento, e nei primi anni del Novecento, sull'area che un tempo occupavano, fu costruito l'ospedale intitolato proprio al santo patrono.
Il paese conserva anche la chiesa del Santissimo Salvatore, principale edificio religioso del centro, le cui origini risalgono all'epoca bizantina; fu poi ricostruita e trasformata in epoca normanna, quando il vicino insediamento di Fitalia, di più antica origine, cedette progressivamente importanza al nucleo sviluppatosi attorno al castello e alla chiesa del Salvatore. Nel periodo normanno il territorio fu diviso fra la giurisdizione del vescovo di Patti e quella dell'arcivescovo di Messina insieme al monastero benedettino del Santissimo Salvatore di San Marco d'Alunzio.