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Museo naturalistico regionale di Isolabella e Villa Caronia

📍 Taormina, Sicilia · 34/100

Nel 1806 Ferdinando III di Borbone, in visita ufficiale a Taormina, volle ringraziare la città per la lunga fedeltà alla corona e donò al sindaco dell'epoca, Pancrazio Ciprioti, lo scoglio di Santo Stefano, l'isolotto nella baia sotto il centro storico. Quasi un secolo dopo la nobildonna inglese Florence Trevelyan (1852-1907), stabilitasi a Taormina dopo lunghi viaggi e sposata con Salvatore Cacciola, professore di chirurgia e sindaco della città per oltre vent'anni, lo acquistò e lo trasformò in un giardino che i contemporanei descrissero come un paradiso terrestre.

Il nome con cui lo conosciamo oggi, Isola Bella, sarebbe nato proprio da una discussione tra la Trevelyan e il barone e fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden. L'isolotto e la vicina Villa Caronia formano oggi insieme un museo naturalistico regionale.

Cosa vedere

Il museo è prima di tutto l'isola stessa: il giardino impiantato dalla Trevelyan alla fine dell'Ottocento sopra quello che fino ad allora era semplicemente lo scoglio di Santo Stefano. La piccola baia che lo circonda, con la spiaggia rivolta verso l'isolotto, è tra i punti più fotografati della costa ionica siciliana, e il sito conserva una doppia identità, monumento naturale e giardino storico, legata alla figura della sua eccentrica proprietaria inglese.

L'altra anima del museo è Villa Caronia, che con l'isola condivide nome e gestione: insieme documentano il tratto di costa che la stagione del turismo d'élite di fine Ottocento trasformò per sempre.

La visita

L'isola si trova di fronte alla spiaggia omonima, nella baia ai piedi del promontorio di Taormina. Dal 1992 una funivia collega il centro storico alla costa; l'alternativa è la strada che scende a tornanti. Una volta in basso, l'accesso all'isolotto dipende dalle condizioni del mare e dagli orari di apertura del museo, che conviene verificare in anticipo.

Il consiglio della redazione

Prima di scendere, fermatevi a guardare l'isola dall'alto, dai punti panoramici lungo la strada che dal centro cala verso il mare: da lassù la sagoma verde dello scoglio e il disegno della baia si leggono molto meglio che dalla riva. Scendete poi di prima mattina, quando la luce arriva da est e la spiaggia è ancora tranquilla. E se la figura di Florence Trevelyan vi incuriosisce, cercate il grande parco pubblico che creò tra il 1897 e il 1898 comprando 87 lotti di terreno: lo battezzò Hallington siculo, dal villaggio inglese dove aveva vissuto, e nel 1923 fu espropriato per legge perché restasse ai taorminesi.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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