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Castelluccio di Noto

📍 Noto, Sicilia · 53/100

Scoperto alla fine dell'Ottocento dall'archeologo Paolo Orsi, il sito archeologico di Castelluccio di Noto ("U Castiḍḍuzzu" in siciliano) dà il nome all'omonima cultura della prima età del bronzo, datata tra il XXII e il XV secolo a.C. L'insediamento preistorico sorge su uno sperone roccioso situato tra i comuni di Noto e Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa.

Cosa vedere

L'abitato conserva i resti di capanne circolari preistoriche disposte su un'acropoli fortificata, di cui Paolo Orsi individuò originariamente la discarica del villaggio. Nella vicina cava della Signora si sviluppa la necropoli, composta da oltre 200 tombe a grotticella artificiale scavate nelle pareti rocciose. Il sepolcro più imponente è la Tomba del Principe, caratterizzata da un prospetto monumentale con quattro finti pilastri scolpiti nella roccia. Tra le scoperte principali figurano asce in pietra verde, basalto e bronzo, ceramiche decorate a linee brune su fondo giallo-rossastro e i celebri ossi a globuli, manufatti incisi considerati idoli e reperiti anche a Malta, in Puglia, in Grecia e a Troia. Spiccano inoltre due portelli tombali in pietra con incisioni spiraliformi e motivi legati alla fertilità. Negli anni Novanta è stata rinvenuta una giara ovoidale alta un metro, ricomposta da 400 frammenti: le analisi condotte dall'équipe di Davide Tanasi dell'Università della South Florida vi hanno identificato tracce di acidi oleico e linoleico, dimostrando la presenza del più antico olio d'oliva d'Europa, risalente a oltre 4.000 anni fa.

La visita

L'area archeologica permette di osservare la struttura dell'acropoli e il complesso delle tombe a grotticella lungo la cava della Signora. Il patrimonio materiale recuperato durante gli scavi, inclusi i portelli tombali scolpiti, i vasi in ceramica e gli ossi a globuli, è conservato ed esposto al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa.

Il consiglio della redazione

Durante l'esplorazione della necropoli di cava della Signora, è consigliabile soffermarsi con attenzione sul prospetto della Tomba del Principe per osservare il lavoro di intaglio dei quattro finti pilastri realizzati direttamente sulla parete calcarea.

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