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🌋 Natura e panorami

Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile

📍 Noto, Sicilia · 52/100

Sulla parete sud della gola corre per quasi un chilometro un sistema di grotte scavate su sei livelli paralleli e collegate da cunicoli: circa 140 ambienti, tombe sicule diventate case in età bizantina, che qui chiamano ddieri, dall'arabo diyar. Li ha modellati il fiume Cassibile, il Kakyparis dei greci, incidendo il calcare fino a 507 metri di profondità sotto il belvedere di Avola antica, dove la gola tocca anche la sua massima ampiezza, 1.200 metri. La riserva naturale orientata è del 13 luglio 1990, la gestisce l'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e copre 2.700 ettari, 900 dei quali di riserva integrale e 1.860 di preriserva.

Cosa vedere

Il fondovalle è una catena di laghetti verdi collegati da piccole cascate: qui li chiamano uruvi, e ci si scende per la Scala Cruci, una gradinata antica intagliata nella roccia. Intorno crescono platani orientali enormi, palme nane e oltre 400 specie vegetali, fra cui endemismi iblei come il Trachelium lanceolatum e la rara Ophrys exaltata; in questo fondo umido e ombroso spuntano perfino i bucaneve e una felce tropicale, la Pteris vittata. Sopra volano il falco pellegrino e la poiana; nell'acqua vive il granchio di fiume Potamon fluviatile, e fra le rocce si muovono istrici, martore e la testuggine di palude siciliana.

La gola è abitata da tremila anni. I Sicani vi scavarono una necropoli in punti ancora oggi quasi irraggiungibili; il villaggio rupestre settentrionale risale ai secoli XI-X a.C. e allinea centinaia di tombe a grotticella e ipogei paleocristiani su sei file sovrapposte. Sempre a nord si apre la Grotta dei Briganti, una ventina di stanze scavate attorno a una sorgente, riusate dai bizantini e poi dagli arabi, che di quell'acqua fecero una conceria. Poco sopra i laghetti restano i ruderi di un monastero e le case delle famiglie di Canicattini che fino al secolo scorso vivevano di ulivi, carrube e mandorle. Alla foce del Cassibile, nel 413 a.C., il generale ateniese Demostene si arrese a Siracusa con 6.000 uomini; il pittore Jean Houel venne a disegnare la cava nel 1777.

La visita

Il regolamento dell'ente gestore consente tre soli percorsi: la Scala Cruci e il Sentiero Carrubella, che si raggiungono dalla strada provinciale 4 Avola-Manghisi, e la Scala Mastra Donna, dalla provinciale 73 da Canicattini. La discesa è ripida e senza acqua; la risalita, al ritorno, è la parte che conta davvero, e d'estate va fatta presto o tardi, mai a mezzogiorno. Le frane dopo le piogge forti e gli incendi, come quello del 25 giugno 2014 che bruciò buona parte del bordo della valle, chiudono i sentieri per lunghi periodi: telefonate prima all'Azienda Foreste Demaniali, allo 0931 67450. Mezza giornata piena, scarponi, acqua.

Il consiglio della redazione

Noi partiamo al primo chiarore dal belvedere di Avola antica: con la luce radente si distinguono a occhio nudo le bocche dei ddieri sulla parete di fronte, e vale la pena guardarle con un binocolo prima di scendere, perché dal basso spariscono. Poi giù per la Scala Cruci, un bagno nel primo laghetto quando il sole non ha ancora scavalcato il bordo, e risalita entro le dieci. Portate un sacchetto per i vostri rifiuti: qui non passa nessuno a raccoglierli.

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