La latomia dei Cappuccini è la più grande tra le latomie di Siracusa, chiamata in siciliano anche sibbia: un'antica cava di pietra oggi nota come giardino sotto il convento dei Cappuccini.
Cosa vedere
Fu usata fin dal VI secolo a.C. come cava per arricchire la città di monumenti e abitazioni. Dopo la vittoria di Siracusa sulle truppe ateniesi, i soldati catturati furono rinchiusi e lasciati morire nelle latomie, fra cui quella dei Cappuccini, nel 413 a.C., come racconta Tucidide. Sono visibili anche tracce di un uso successivo all'epoca greca, gli ipogei, come luogo di culto e come necropoli pagana e cristiana. Nell'827, durante l'assedio di Siracusa da parte del generale Asad ibn al-Furat, la latomia fu usata come accampamento dalle truppe musulmane.
Alla fine del Cinquecento la latomia fu integrata al sovrastante convento di frati, ceduta dall'allora Università di Siracusa, e da quel momento prese il nome attuale: fu sfruttata come orto per il convento, con giardino e sistema di irrigazione. Dalla seconda metà del Settecento entrò nel circuito del Grand Tour, e Vivant Denon, che la visitò nel 1778, parlò anche di un anfratto simile all'Orecchio di Dioniso ma di caratteristiche minori. Nel 1868 il complesso passò al Comune di Siracusa con la legge sulla confisca dei beni ecclesiastici e, all'inizio del Novecento, fu aperto al pubblico come giardino, con un piccolo teatro all'aperto, aiuole e specie ornamentali. Dopo un crollo fu chiusa per sicurezza negli anni Sessanta; negli ultimi anni è stata riaperta grazie a Italia Nostra Siracusa, e ogni anno ospita manifestazioni culturali intitolate LatomiArte.
La visita
Secondo la fonte consultata il sito è in attesa di lavori di consolidamento per la fruizione e d'estate è aperto al pubblico solo occasionalmente: aperture, orari e accessi vanno verificati prima di andare.
Il consiglio della redazione
Se capitate in estate durante LatomiArte, guardate il «teatro di verdura», la scalinata che si presta agli spettacoli: negli anni Sessanta ospitò la manifestazione canora Diapason d'oro.




