Renon conta 7.642 abitanti su un altopiano che sta sospeso sopra Bolzano, fra la val d'Isarco e la val Sarentino. Per secoli questo altopiano è stato la strada per l'Italia: la stretta dell'Isarco era quasi impraticabile fino al primo Trecento, quando l'imprenditore bolzanino Heinrich Kunter vi fece scavare la Kuntersweg, e chi scendeva dal Brennero doveva per forza salire quassù. La via si chiamava Kaiserweg, «via imperiale», perché la percorsero moltissimi re di Germania e imperatori del Sacro Romano Impero; Federico Barbarossa nel 1179 concesse a Longostagno un importante privilegio di mercato.
Quando la strada scese a fondovalle l'altopiano trovò un altro mestiere, e regalò una parola alla lingua tedesca. Dagli anni 1840, grazie a scrittori come Ludwig Steub e Beda Weber, di qui si diffuse in tutta l'area germanofona la Sommerfrische, la «frescura d'estate»: l'abitudine di salire in montagna per scappare dal caldo. Sigmund Freud ci passò parte delle vacanze per molti anni, e una delle passeggiate porta il suo nome. Poi ci sono le piramidi di terra: pinnacoli rossastri tenuti in piedi da un masso che li ripara dalla pioggia, e quando la colonna si assottiglia troppo il masso cade e la piramide finisce.
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