Nel 589 una grande alluvione spostò il corso del Brenta, e da allora Curtarolo si trovò sul passaggio: di qui si attraversava il fiume andando dritti su Padova. Il nome potrebbe venire proprio da lì, da Scurzarolo, scorciatoia, anche se l'ipotesi più accreditata lo fa derivare da Curtis Rodulo, la corte di un proprietario longobardo. Quel guado è stato conteso a lungo: nel Trecento fra carraresi e scaligeri, poi con Venezia, e nel 1509 fra veneziani e imperiali della lega di Cambrai.
A Villa Bozza, sulla strada per Arsego, abitò Pietro Bembo. La sua famiglia mise in piedi qui la prima attività industriale del posto, un mulino sulla roggia; nel 1825 lo rilevò la famiglia Agugiaro, e da quel mulino è cresciuta una delle maggiori realtà agroalimentari del padovano. Un altro nome di queste campagne è finito più in alto: Jacopo da Sant'Andrea, signore delle terre di Non, sta nell'Inferno di Dante.
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