San Vito e san Modesto, patroni di Lusia
📅 Ogni anno, il 15 giugno
Lusia festeggia i santi Vito e Modesto il 15 giugno, nella chiesa a loro dedicata.
Sulla piazza di Lusia sta una colonna a quattro fusti con capitelli figurati, arrivata da Costantinopoli verso il 1400. Era diretta a Venezia insieme a una gemella, ma la barca che le trasportava si arenò alle foci dell'Adige e una delle due colonne sprofondò: quella che si salvò, alta circa tre metri e mezzo, è rimasta qui. Il nome del paese viene invece dalla gens Luxia, che la tradizione dice imparentata con Caio Mario, e il gonfalone comunale porta l'ossuario attribuito a Quinto Bebio Cardilliaco, marito di Maria Terzia.
Il venti aprile 1945 un gruppo di bombardieri americani colpì Lusia per distruggere il ponte stradale sull'Adige e tagliare la ritirata ai tedeschi: il paese fu quasi interamente raso al suolo, con il municipio, gli uffici, la chiesa arcipretale e Villa Morosini, di cui è rimasta in piedi soltanto la torre di sinistra. Sei anni dopo arrivò l'alluvione del Polesine. Quando Lusia fu ricostruita, la spostarono di circa trecento metri più lontano dall'Adige per ragioni di sicurezza idraulica, e nello stemma comparve una fenice. Nel 2022, nell'anniversario del bombardamento, al paese è stata conferita la medaglia d'argento al valor civile.
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📅 Ogni anno, il 15 giugno
Lusia festeggia i santi Vito e Modesto il 15 giugno, nella chiesa a loro dedicata.
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Fuori da Lusia, ma a portata di gita.