San Biagio e Villa Zeno
📅 Ogni anno, il 3 febbraio
Cessalto festeggia san Biagio il 3 febbraio.
Sul nome le ipotesi non concordano: per Dante Olivieri è un composto di cessus, «remoto, nascosto», e alto; altri leggono caesus saltus, il bosco tagliato, o cessus saltus, il bosco lontano; c'è chi lo fa risalire al latino dei religiosi di un'abbazia vicina. Nei documenti compare come Villa Cesalti nel 1242. Cessalto si chiama «città del bosco», e il bosco è proprio quello che ha continuato a perdere: l'Olmè e il San Marco erano un unico bosco di pianura, il comune li comprò nel 1891 insieme a quello di Chiarano, e oggi l'Olmè è ridotto a poco più di duecentomila metri quadri mentre del San Marco restano tre o quattro ettari, il resto disboscato e messo a coltura.
Sotto il paese scorreva un fiume più antico: scavando i pozzi, a ventitré metri circa, si è trovato uno strato di ghiaia grossa alluvionale spesso un metro, cioè il vecchio letto del Piave, il ramo che tornò con la rotta del 589, l'alluvione che sconvolse l'idrografia di tutto il Veneto. Nell'899 un esercito ungaro attraversò la Livenza probabilmente sul ponte romano della via Annia presso Sant'Anastasio; il ponte fu distrutto e ne restano solo le fondamenta. Nel 994 Ottone III donò al vescovo di Ceneda tutto quello che stava fra la Livenza e il Piave fino al mare, castello di Cessalto compreso: passò ai Da Camino e fu distrutto senza lasciare traccia, forse nel 1386. Il Piavon, reso navigabile dai Caminesi, collegava alla laguna le ville dei patrizi, e una di quelle ville, villa Zeno, è di Palladio.
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Cessalto festeggia san Biagio il 3 febbraio.
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Fuori da Cessalto, ma a portata di gita.