Il patrono di Colobraro è san Nicola, festeggiato il 9 maggio, titolare della chiesa madre di San Nicola di Bari. Il paese fu assegnato a metà del XIV secolo ai Poderico, per passare successivamente ai Pignatelli e poi ai Carafa, che lo tennero come principato dal 1617, fino ad arrivare infine ai Donnaperna: il castello Carafa ricorda ancora oggi questo lungo passaggio di casate nobiliari.
Dopo l'unità d'Italia, il comune fu sconvolto dal fenomeno del brigantaggio, con le bande di Egidio Pugliese, Francesco Tuzio e Francesco Gulfo attive nel territorio; in epoca fascista, a Colobraro furono confinati alcuni oppositori del regime, profughi ebrei e zingari. Il paese conserva anche la chiesa di Santa Maria della Neve, la cappella dell'Icona e il convento francescano.