La piazza è recente, il rione no. Piazza Emigranti è stata inaugurata nel 1984 insieme al murale che la definisce, «Il ritorno di Giustino», dipinto dal pittore rionerese Giovanni Brenna, e si apre nel Borgo Antico, la parte più vecchia di Montemilone, quella che scende sotto la chiesa madre. Il nome non è retorica municipale: dall'Ottocento il paese ha visto partire i suoi verso le Americhe e, dagli anni Sessanta del Novecento, verso il Nord Italia e il triangolo industriale, e la piazza è arrivata quando quel movimento era ancora un fatto quotidiano.
Cosa vedere
Il murale di Brenna è il motivo per cui si viene qui, e il titolo va preso alla lettera: non una partenza, un ritorno. Sullo stesso spazio si affaccia la chiesa madre di Santo Stefano, intitolata al protomartire che con la Madonna del Bosco è compatrono del paese; dentro si conserva la statua lignea della Madonna del Bosco, un'opera del Duecento che raffigura la Vergine secondo l'iconografia bizantina.
Il Borgo Antico intorno è fatto di vecchie case contadine, alcune con i solai ancora costruiti con travi di legno e canne. Nei vicoli si riconoscono i portali in pietra, le vecchie ciminiere e le scale contorte che salgono agli ingressi rialzati: è un tessuto che si legge camminandoci dentro, non guardandolo dall'alto della piazza.
La visita
Si arriva a piedi e si scende: il Borgo Antico sta sotto la chiesa madre e ci si entra dai vicoli, che non sono fatti per le automobili. L'ordine giusto è murale, facciata della chiesa madre, poi il rione; la piazza del 1984 funziona come porta di un tessuto molto più vecchio, e vista per ultima non racconta niente.
Il consiglio della redazione
Fermatevi cinque minuti davanti al murale prima di muovervi, poi entrate in chiesa a cercare la Madonna del Bosco. La statua è del Duecento, il dipinto di Brenna del 1984: più di sette secoli di distanza sulla stessa piazza, e il modo migliore per capire il Borgo Antico è passare dall'una all'altro nel giro di un minuto.
