Per decenni chi spingeva questa porta cercava un libro, non un altare. Costruita tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento come chiesa del Purgatorio, era l'edificio in cui i montemilonesi veneravano san Filippo Neri e la Madonna del Carmine; poi, nel 1959, dopo l'abbattimento del campanile, venne alienata e uscì dalle mani della parrocchia. Fino al 2014 ha ospitato la biblioteca comunale. Solo da quell'anno è tornata a essere una chiesa, con un titolo nuovo: Madonna Assunta.
Cosa vedere
La prima cosa da guardare è quella che manca. Il campanile venne buttato giù nel 1959 e da allora l'edificio si presenta come un volume basso e compatto, privo del segnale verticale che di solito rende una chiesa riconoscibile da lontano: a Montemilone questa bisogna cercarla, non la si trova alzando gli occhi.
Il doppio nome racconta il resto. Chiesa del Purgatorio finché fu ufficiata, con le sue due devozioni; chiesa di Santa Maria Assunta dal 2014, quando i libri hanno traslocato e l'edificio ha ripreso la funzione per cui era stato tirato su tre secoli prima. Poche chiese hanno una data di riapertura così vicina a noi.
La visita
È una chiesa in uso, non un museo: non ci sono orari esposti e le probabilità migliori di trovarla aperta sono le domeniche e le ore delle funzioni. All'interno non aspettatevi apparati sontuosi. L'edificio ha attraversato l'abbattimento del campanile, l'alienazione e decenni di uso civile, e quello che si vede oggi è il risultato del ritorno al culto del 2014, non un interno secentesco rimasto intatto. Il centro di Montemilone si gira a piedi in mezz'ora e questa è una delle quattro chiese del paese, insieme alla chiesa madre di Santo Stefano, alla chiesa dell'Immacolata Concezione del 1890 e al santuario della Gloriosa, che sta invece due chilometri fuori.
Il consiglio della redazione
Chiudete il giro al vecchio palazzo comunale, l'edificio tra Settecento e Ottocento che oggi ospita la biblioteca comunale «Annita Stingone», l'archivio storico e il MARTE, il Museo della Terra di Montemilone, con la sua «macchina del tempo»: è lì che i libri hanno trovato casa dopo il 2014. Nella piazza davanti si alza la torre dell'Orologio, opera dell'ingegnere Pomodoro di Molfetta inaugurata il 14 marzo 1882: trentacinque metri, cioè esattamente il tipo di segnale che a questa chiesa è stato tolto.
