Il santuario della Beata Vergine di Montemauro sta a più di 1000 metri, sul cocuzzolo del monte che gli dà il nome, a circa 5 km dall'abitato di Pescopagano; ai piedi della montagna scorre il torrente Ficocchia, che poi va a finire nell'Ofanto. La chiesetta è stata rimaneggiata talmente tante volte che l'età non si legge più sui muri: risale probabilmente all'XI o al XII secolo e, secondo lo storico locale G. Bruno, sarebbe già citata nella bolla che papa Innocenzo III inviò il 3 novembre 1200 all'arcivescovo di Conza Pantaleone per mettere ordine nei possedimenti dell'arcidiocesi.
Cosa vedere
La Vergine venerata quassù viene chiamata anche di Mauriello, dal nome di un casale scomparso: la chiesa sarebbe nata dentro quell'insediamento, che poi si è dissolto lasciando in piedi soltanto il luogo di culto. È il dato più interessante dell'intero santuario, un edificio sopravvissuto al paese che lo aveva costruito.
Intorno non c'è altro: roccia e vegetazione bassa, e più in basso il torrente. Chi sale aspettandosi un complesso monumentale resta deluso; il santuario è una chiesetta, e la sua misura è esattamente questa, un punto di arrivo e non un monumento da girare. Vale la pena ricordare da dove viene il nome del paese: Petra Pagana, per la persistenza di un culto pagano documentato da idoli e da iscrizioni dedicate al dio Silvano. In questo territorio la sostituzione dei culti antichi con quelli cristiani non è una formula da manuale.
La visita
Si sale dal paese, che dista una manciata di chilometri ma sta molto più in basso; la meta è una cima, perciò conviene calcolare il tempo con l'ottica di una camminata in montagna e non di una visita in centro storico. Il mese giusto è maggio: è allora che i pescopaganesi salgono quassù in pellegrinaggio. Dal punto di vista ecclesiastico il santuario ha cambiato casa nel 1976: fino all'8 settembre di quell'anno Pescopagano apparteneva alla diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi, poi è passato a quella di Melfi, Rapolla e Venosa.
Il consiglio della redazione
Andateci a maggio, ma non aspettatevi una festa. A Pescopagano maggio non ha il clima allegro che ha altrove: qui non si sono conservati né i «maggi» da cui derivano le Calendimaggio medievali né riti come il «Piantar di maggio», e il mese è segnato piuttosto da pellegrinaggi penitenziali verso il cocuzzolo di Montemauro. Salite con quello spirito lì, e prima di attaccare la montagna fermatevi dove passa il Ficocchia: da quel punto il dislivello che i pellegrini fanno a piedi si misura con un'occhiata sola.
