⛪ Chiese e santuari

chiesa di Santa Maria della Quercia

📍 San Fele, Basilicata · 43/100

La chiesa madre di San Fele è fatta con i resti di ciò che le stava sopra. Quando fu costruita, nel 1514, ai piedi del Monte Castello, si usò il materiale caduto dalla fortezza e dalle mura: conci già squadrati che i terremoti avevano rovesciato lungo il pendio e che nessuno, in un paese di pietra, si sarebbe sognato di lasciare lì. Santa Maria della Quercia sta così nella zona più alta del paese, appoggiata alla montagna che le ha fornito i muri. L'impianto principale, a tre navate su pianta a croce greca, è cinquecentesco; la cupola arrivò due secoli più tardi, nel Settecento.

Cosa vedere

Dentro, il pezzo più antico è un crocifisso ligneo a grandezza d'uomo. Poco distante, una tela seicentesca di autore ignoto raffigura santa Rosa da Viterbo: non è nata qui, veniva dal monastero di Sant'Antonio, un edificio ormai scomparso sui cui resti fu costruito il cimitero cittadino. Anche i quadri, in questo paese, si spostano quando gli edifici cadono.

Nella navata sinistra è collocata un'urna con le reliquie di san Giustino de Jacobis, il missionario nato a San Fele il 9 ottobre 1800, la cui casa natale si trova poco lontano, nel centro storico. Al santo è dedicata anche la statua all'aperto, sulla scalinata principale: fu eretta per ricordarne la canonizzazione, avvenuta nel 1975.

La visita

La chiesa è rimasta chiusa a lungo: il terremoto del 1980 aprì lesioni verticali nella facciata, negli archi e nelle volte, con distacchi e crolli parziali di intonaci e stucchi, e la riapertura al pubblico è arrivata solo ai primi anni del 2000. Si entra dalla scalinata principale, quella con la statua di san Giustino. La prima cosa da guardare è la pianta: fermatevi sulla soglia, perché la croce greca è insolita per una chiesa madre di paese e da lì si legge tutta insieme.

Il consiglio della redazione

Studiate la muratura da fuori prima di entrare, poi scendete verso Palazzo Frascella: anche lì i conci vengono dalla fortezza di Ottone I di Sassonia, e la torre in stile normanno inglobata nel palazzo è tutto quel che restò in piedi dell'antica chiesa di San Sebastiano dopo il terremoto del 1456. In un paese classificato in zona sismica 1, le pietre cambiano edificio più spesso di quanto cambino forma.

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