🏺 Siti archeologici

sito paleolitico di Atella

📍 Atella, Basilicata · 46/100

Un Elephas antiquus impantanato nei fondali melmosi di un lago che oggi non esiste più, lasciato morire di fame e poi scarnificato sul posto: è la scena che gli studiosi hanno ricostruito a partire dai resti del sito paleolitico di Atella, e risale a un momento compreso fra 600 000 e 550 000 anni fa, nell'acheuleano inferiore. Non era un caso isolato. Le rive di quel lago erano un terreno di caccia: i grandi mammiferi scendevano ad abbeverarsi e gruppi di ominidi li aspettavano lì.

Cosa vedere

Del lago non è rimasto nulla in superficie, ma il deposito formatosi sulle sue sponde ha conservato una quantità di resti faunistici, in gran parte di Elephas antiquus. Sono loro a raccontare la funzione del posto: non un abitato, ma un punto d'acqua dove gli animali arrivavano e dove venivano attesi.

L'altra metà della storia è l'industria litica, ed è la parte più curiosa. Buona parte degli strumenti è ricavata da radiolarite porosa, una pietra molto leggera e per questo inadatta alla caccia: con quella un elefante non lo si abbatte. L'ipotesi degli studiosi è che servisse per il momento successivo, quello della scarnificazione delle prede già morte. Un dettaglio minimo che cambia il modo di leggere il sito: non un accampamento stabile, ma un posto dove si andava a fare una cosa sola.

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