Il torrente Platano scorre circa 220 metri più in basso della carreggiata. Il viadotto che ne porta il nome scavalca la gola esattamente sul confine tra Basilicata e Campania, tra Vietri di Potenza e Romagnano al Monte, ed è il terzo ponte più alto d'Italia. Aperto al traffico nel 1978, è anche il secondo ponte a stampella più alto del mondo: davanti a lui c'è solo il viadotto Sfalassà, che porta la firma degli stessi due ingegneri, Silvano Zorzi e Sabatino Procaccia.
Cosa vedere
La stampella è il puntone inclinato. Qui sono due, in acciaio, e si appoggiano alle pile in cemento armato formando un telaio a due cerniere; in mezzo l'impalcato a cassone d'acciaio copre una campata di circa 291 metri, mentre le campate d'accesso sono in cemento armato o precompresso. In tutto la struttura misura circa 630 metri e regge le due carreggiate del raccordo autostradale 5, quello che collega Potenza all'autostrada A2.
Il modo in cui è stato messo in opera si legge ancora nella forma. Un puntone è stato tirato su in verticale, un tratto alla volta, e poi ribaltato sopra la gola; l'altro è arrivato già prefabbricato dall'officina ed è stato trainato fino all'estremità della struttura, giù nella gola. La campata centrale è stata montata a tratti brevi con gru mobili, assemblando i cassoni sul posto alle due estremità finché non si sono incontrati al centro. Negli anni Settanta e Ottanta i progettisti italiani ricorsero più volte a questo procedimento: allo Sfalassà, al Rago, al Cadore.
La visita
Non è un monumento: è un ponte autostradale in servizio, di proprietà ANAS, e lo si attraversa in pochi secondi sul raccordo che va da Sicignano degli Alburni a Potenza. Nel territorio di Vietri di Potenza la strada corre dallo svincolo Vietri-Balvano fino al viadotto stesso, che segna il confine con Romagnano al Monte, in provincia di Salerno. Fra il 2020 e il 2021 la struttura è stata sottoposta a lavori di riparazione e protezione dei calcestruzzi.
Il consiglio della redazione
Dal ponte non si vede il ponte: passando in auto non c'è modo di accorgersi di che cosa vi sostiene. Se volete capirlo, guardatelo dal basso, dal versante del Platano, perché il telaio a due cerniere si legge soltanto dalla gola: è da lì che i 220 metri smettono di essere un numero. E se vi capita di scendere in Calabria, il confronto obbligato è con lo Sfalassà, l'unico ponte a stampella al mondo più alto di questo.
