Fiumefreddo Bruzio

Provincia: Cosenza · Regione: Calabria · Abitanti: 3.078 · CAP: 87030

Il primo insediamento fu un romitorio: monaci basiliani a Fonte Laurato, con una chiesa dedicata a Santa Domenica. Quando quella crollò, i coniugi Mamistra costruirono sullo stesso posto l'abbazia di Fonte Laurato, che nel 1201 fu donata all'abate cistercense Gioacchino da Fiore; i francesi la saccheggiarono e l'abbandonarono. Dall'undicesimo secolo le colline si riempirono di torri d'avvistamento — la Torre del Regio, la Torre Lunga, la Torre Vardano, la Torre de' Rossi — e cominciò il Castello della Valle. All'arrivo degli spagnoli, nei primi anni del Cinquecento, il feudo andò al capitano Hernando de Alarcón, che rimise in sesto il castello e rinforzò le mura, e poi a Pietro Gonzales de Mendoza: gli stessi Alarcón y Mendoza che tenevano Rende e, in Abruzzo, la Valle Siciliana. Nel 1807 le truppe napoleoniche assediarono il borgo e il castello fu mezzo distrutto; ne restarono i sotterranei, il portale e un pezzo del lato nord.

A rimetterci mano è stato un pittore. Nel 1975 il siciliano Salvatore Fiume si offrì gratuitamente di rivitalizzare il centro storico: fino al 1996 dipinse le pareti interne ed esterne del castello semidiroccato, nel 1977 la cupola della chiesetta di San Rocco, e negli anni Novanta mise una scultura di bronzo in ciascuna delle due piazze che guardano il mare, «La ragazza del surf» e «Il medaglione della fortuna». In cucina, intanto, resistono due cose che spiegano il posto: la filiciata, un formaggio tenero appena cagliato posato sulle felci, che si faceva per il 15 agosto, e la frittata di patate, che nonostante il nome non contiene uova.

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