Domicella

Provincia: Avellino · Regione: Campania · Abitanti: 1.873 · CAP: 83020

Nel 1929, demolendo la vecchia canonica parrocchiale sulla strada fra Palma e Lauro, venne fuori una grande villa rustica di età imperiale. Ne furono messi in luce alcuni ambienti con le pareti intonacate, una cella vinaria, due vasche voltate a botte col pavimento in opus signinum, un porticato con colonne di laterizio e tre grandi giare interrate, i dolii defossi, che portano impresso il nome di chi le fece: C. Julius Felix, un liberto della famiglia Giulia. Il nome del paese dice in latino la stessa cosa: domus-cella, cioè la casa deposito, il granaio di un fondo agricolo, e anche l'alloggio degli schiavi che lo lavoravano; secondo altri viene invece da domus Coeli, la villa dei Coelia, una famiglia di latifondisti romani la cui presenza è attestata fra Pompei e Nola.

La prima menzione medievale è un atto notarile del 979, con cui il principe longobardo Pandolfo dona all'abate di Santa Maria di Spelonca tutto quello che possiede «in loco Domicella». Tre anni dopo un altro documento mostra Pietro, Giovanni e altri abitanti che prendono accordi su un terreno «in Domucella, là dove si chiama alle forche». Nel 1093 il paese aveva già la sua chiesa, che quell'anno il vescovo Sassone donò ai benedettini di San Lorenzo d'Aversa: l'abbazia si prese il borgo pochi anni dopo, e nel 1187 possedeva ancora gran parte delle terre e delle case. Poi la solita fila di signori — i del Balzo, gli Orsini di Nola, i Sanseverino, i Pignatelli, un conte che chiamavano «O Cammisaro», i Lancellotti. Domicella era della Terra di Lavoro e passò solo nel 1861 alla provincia di Avellino, di cui è tuttora l'ultimo lembo proteso verso il napoletano: con Carbonara di Nola forma ormai un unico abitato.

🎉 Feste e sagre a Domicella 1

Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.