San Prisco

Provincia: Caserta · Regione: Campania · Abitanti: 11.903 · CAP: 81054

Il territorio di San Prisco stava in buona parte dentro le mura dell'antica Capua, e il resto serviva da necropoli della città. Vicino al limite della cinta, in località Ponte di San Prisco, sono venuti fuori i resti di una necropoli del quarto secolo avanti Cristo, e negli anni Settanta diverse tombe sannitiche, alcune dipinte, ricche di vasellame, di ornamenti personali e perfino d'oro. Sulle pendici del Tifata c'erano invece le cisterne e gli acquedotti che rifornivano Capua, e i luoghi di culto. Nel 1997 la soprintendenza archeologica ha ritrovato in località Costa delle Monache l'impianto dell'antico tempio di Giove di Capua, databile fra il terzo e il secondo secolo avanti Cristo: è la stessa scoperta che ha dato ragione, con più di un secolo di ritardo, a Casagiove, che nell'Ottocento si era ribattezzata proprio sulla convinzione che un tempio di Giove ci fosse stato.

Il paese è nato intorno alla chiesa del suo primo vescovo. La tradizione dice che Prisco era arrivato a Capua con san Pietro da Antiochia di Siria e si era fermato a predicare lungo la via Acquaria — la strada che Augusto aveva fatto costruire per portare a Capua l'acqua Julia, che sorgeva ai piedi del Taburno, dalle parti di Sant'Agata de' Goti — e che una certa Matrona ne ritrovò lungo quella strada le ossa e ottenne il permesso di costruirgli una chiesa. Sulla data si discute: alcuni storici indicano il 506, altri il quinto secolo, e la prima fonte ufficiale resta una pergamena longobarda del 1020. Nella seconda metà degli anni Quaranta del Cinquecento nei casali capuani si diffuse un movimento religioso di influsso calvinista; dal 1552 la repressione fu durissima, con processi, sequestri dei beni degli adepti e il lavoro capillare dei parroci. San Prisco fu il casale con più inquisiti: trentuno.

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