Crispano

Provincia: Napoli · Regione: Campania · Abitanti: 12.411 · CAP: 80020

L'elenco dei feudatari di Crispano si legge come un albero genealogico, perché il feudo si spostava soprattutto per matrimonio. Nel 1393 apparteneva a Carlo Ruffo, conte di Corigliano e Montalto, che nel 1399 lo vendette a Gorello Origlia, dottore in legge, consigliere del re Ladislao e gran protonotario del Regno di Napoli; nel 1406 l'Origlia lo trasferì al secondogenito Roberto. Nel 1616 don Sancio de Strada comprò il casale e ne divenne marchese; poi, nel 1699, dal matrimonio di Giovanna di Soria con Giovanni Tovar, marchese di San Marcellino, Crispano passò ai Tovar — la stessa famiglia che era stata la prima a tenere in feudo San Marcellino — e nel 1712, dal matrimonio di Teresa Tovar con Fulcantonio Ruffo, passò ai principi di Scilla. Nel 1806 le leggi eversive di Giuseppe Bonaparte abolirono i diritti feudali e al loro posto arrivò l'amministrazione comunale.

La chiesa madre di San Gregorio Magno ha origini tardo-medievali ed è stata modificata più volte, ma conserva due dipinti che valgono la sosta: una Madonna del Rosario di Luca Giordano, datata 1672, e un San Gregorio Magno che invoca la fine della peste a Roma di Paolo De Majo, del 1735. Il nome del paese è più antico di tutto questo: per il toponomasta ottocentesco Giovanni Flechia viene dalla gens Crispia, e il primo documento ufficiale in cui compare il termine Crispanum è del 936. Intorno c'è la pianura che gli antichi chiamavano Campania Felix per la sua fertilità, e una parte del territorio è ancora coltivata; le masserie, che della campagna erano il centro economico e sociale, hanno perso quel ruolo nel corso del Novecento e sono andate lentamente in declino.

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